Attività sul Dantedì

Anche noi studenti del Cfp mercoledì 25 marzo abbiamo celebrato il padre della letteratura italiana rimanendo seduti tranquilli a casa nostra, chi davanti al tablet, chi al computer o al portatile.

Abbiamo ripercorso il suo straordinario viaggio nella Commedia, Divina come l’ha definita Giovanni Boccaccio, attraverso i tre regni dell’oltretomba, Inferno, Purgatorio e Paradiso riflettendo sul significato di questo lungo percorso letterario.

Nel 1300 Dante ha costruito scenari a tratti paurosi a tratti incantevoli i cui significati sono validi anzi validissimi ancora oggi specialmente in un periodo di chiusura forzata come quello che stiamo vivendo.

Per il Sommo poeta questo viaggio è stata l’occasione per riflettere sulla propria esistenza, sui propri ideali e su quelli della società in cui viveva per ritrovare quei valori che gli avrebbero permesso di uscire dalla “selva oscura… selvaggia e aspra e forte”.

I nostri allievi non si trovano certo nel mezzo del cammin della loro vita ma nel cuore della loro giovinezza sì! e proprio in questa fase della loro età sono inconsapevolmente entrati in questa selva non voluta.

Sono stati invitati a scrivere le loro sensazioni, le loro emozioni, i loro pensieri e le speranze partendo da questo semplice incipit 

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza mi ritrovai

La partecipazione è stata davvero corale sia nelle due classi prime così come nelle due terze a cui è stato proposto il lavoro; ognuno ha proseguito il verso iniziale proposto attraverso la prosa o cercando di mantenere un minimo di ritmo poetico. Nelle loro righe hanno veramente condiviso sentimenti, frustrazioni, stati d’animo e  timori ma soprattutto le loro speranze e certezze che presto tutto questo finirà e potremo ricordare che un giorno “uscimmo a riveder le stelle”.

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza mi ritrovai rinchiuso in casa a causa di un virus mondiale  molto forte partito tutto dalla Cina, per la salute di tutti noi è meglio rimanere rinchiusi anche se è difficile.

Le giornate sono veramente lunghe e sembrano non finire mai ma impegnati in qualche modo si riesce a passarle cercando di svolgere compiti facendo qualche attività a casa o ascoltando musica anche se è veramente difficile dopo tanti, tanti giorni a casa.

Speriamo che tutto questo finisca presto e possiamo ritornare alla nostra vita normale per potere uscire con gli amici e divertirsi con loro fuori!

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza mi ritrovai rinchiuso nella mia casa.

Ma fuori c’è la primavera.

I fiori continuano a sbocciare, il sole splende, le rondini tornano, il cielo si colora di azzurro, le mattine accompagnate da voci conosciute e visi poco sorridenti.

Questa è la primavera che non conosce il dolore di noi giovani rinchiusi in casa.

E poi arriverà il giorno della liberazione, il virus che si perderà nel nulla.

E allora con le lacrime agli occhi usciremo ad abbracciare la primavera, gli amici, i compagni, la forza della vita.

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza mi ritrovai rinchiuso in casa, a causa di un virus letale.

Ahi questa è proprio una cosa dura questa malattia che già nel pensiero fa paura, la paura di contagiare la mia famiglia ho e per questo stare rinchiuso dovrò!

Escono a prendere il pane tutti con guanti e mascherine, sembrano più dei laboratori che dei panifici, e la sera tutti a luci spente son gli edifici.

La paura di perdere i propri cari io temo mi sembra di vivere in un maledetto sogno invece è una triste realtà.

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza circa un mese fa mi ritrovai in quarantena bloccato senza poter uscire di casa all’improvviso una voce al megafono disse “restate in casa, non uscite, potreste essere infettati” solo allora capii di essere condannato come un uccellino in gabbia da quel giorno ho saputo che per un po’ di tempo non avrei più potuto vivere le emozioni che mi trasmettevano i miei amici quando ci vedevamo in pomeriggio,  portare a spasso il mio cane  o anche passare un weekend in compagnia del mio papà.

Ormai è poco più di un mese che convivo con questa angoscia nel non poter ritornare alla vita di tutti i giorni.

Nel mezzo del cammin della mia giovinezza mi ritrovai chiuso in camera a causa di un virus

Questo virus non permette di stare in gruppo non permette di abbracciarsi e baciarsi.

Combattere ciò dipende da noi e i medici sono gli unici eroi!

Bravi ragazzi!

Prof. Jolanda Nardiotti

  • anno formativo 2019-20

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