Tu sei per noi aiuto ed esempio

Per la nostra scuola questo periodo dell’anno è particolare, diverso dal “tempo ordinario” che scorre verso la fine delle lezioni. E’ il tempo della Quaresima, l’attesa della Pasqua di Resurrezione. Quest’anno poi, a differenza di quelli passati, la tragica situazione che sta vivendo il popolo ucraino non può non influenzare il modo in cui noi tutti ci stiamo preparando a questo fondamentale evento. La classe 3F della nostra scuola si è allora impegnata in una raccolta fondi per l’acquisto di medicinali da far pervenire, attraverso l’opera salesiana, all’oratorio di Chisinau in Moldavia da dove verranno distribuiti in Ucraina. Ma l’impegno non può esaurirsi nel singolo gesto, per quanto nobile, ma deve attraversare anche un momento di interiorizzazione della situazione. A questo proposito la classe ha pensato di dedicare del tempo per scrivere una lettera aperta ad un ipotetico ragazzo che sta vivendo la cruda realtà della guerra, cercando di imprimere nelle parole ciò che nel cuore di ognuno questa situazione genera.

Caro amico,
chi ti scrive è uno, anzi ognuno, dei ragazzi che compongono la classe 3F del CFP Don Bosco di San Donà di Piave, una piccola città che si trova vicino a Venezia. In questi giorni stiamo vivendo con un po' di apprensione tutto ciò che ci viene raccontato indirettamente dalla televisione sul conflitto che si è scatenato nel tuo Paese ad opera dell’esercito russo. Noi non siamo in grado di comprendere le motivazioni che hanno innescato la guerra, possiamo solo inviarti un piccolo aiuto e queste poche parole per assicurarti che nello spirito e nella preghiera ti siamo vicini. Vorremmo però cominciare con delle scuse, in quanto vediamo il tuo paese lontano e ci è difficile comprendere appieno la tragicità degli eventi che si stanno svolgendo. In qualche modo allora proviamo a fare ammenda per questa mancanza, riportando in queste righe le emozioni ed i sentimenti che abbiamo riscoperto discutendone in classe qualche giorno fa. Inutile negare che siamo indignati di fronte alla barbarie che ogni giorno si manifesta nelle vostre città, facendoci sentire impotenti. Il nostro pensiero va a te e a tutti quei ragazzi nostri coetanei che non possono più vivere una vita “normale” fatta di lavoro, studio, gioco o semplice chiacchierare tra amici. Non riusciamo ad accettare tutto questo. E’ profondamente ingiusto e sbagliato. Noi non possiamo fare molto: l’età, l’insicurezza e anche una certa dose di ingenuità ci limitano. La consapevolezza però che, se i ruoli fossero invertiti e fossimo noi ad avere disperato bisogno, potremmo trovare in te aiuto e ascolto, ci fa uscire da questo stato di torpore e routine, smuovendo le nostre coscienze. Allora ecco che l’impegno che prendiamo non è solo nel piccolo gesto di donare dei soldi, ma anche e soprattutto nel cambiare il nostro atteggiamento di tutti i giorni, rimanendo informati su ciò che sta accadendo, e nel prenderci cura del prossimo così come tu ci stai dando esempio nella difficoltà. Abbiamo ancora negli occhi le tante immagini di distruzione con al centro voi giovani che vi prodigate nell’aiuto di chi è nel bisogno. La vostra situazione ci pone di fronte alla fortuna che noi abbiamo nel vivere in un paese in pace. Ci pone di fronte alla consapevolezza che tanto del nostro tempo viene sprecato in inutili discussioni e contrasti o nella semplice pigrizia che ci limita nel prenderci cura degli altri. Alla fine incredibilmente sei tu che stai aiutando noi, perché ci aiuti ad uscire da questo guscio ovattato che ci allontana gli uni dagli altri e che ci fa vivere una vita di egoismo e indifferenza. Non sappiamo, l’abbiamo già scritto, perchè stia accadendo tutto questo, ma crediamo che l’unico modo per evitarlo sia veder gli altri con gli occhi dell’amore fraterno.
 

 I ragazzi della terza F


     

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